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 lab.nomadica // atoxic cinema in Palermo
16mm film processes

con Giuseppe Spina e Giulia Mazzone
Palermo, nome spazio
10 participants max
27–29 Novembre 2026

A theoretical and practical workshop dedicated to black-and-white 16mm film. Three days of eco-friendly practices exploring perceptions, cinemas, and the DIY use of 16mm film.

Topics covered include operating cameras (electric: Bolex H16 EBM and Beaulieu R16), filming, artisanal development processes, editing, and projection.

A workshop that covers the entire production cycle, using simple techniques, reduces the toxic footprint of “filmmaking” by promoting autonomous approaches, subjective motivations, and movements, while subverting the role of error and the unpredictability of living matter (and the world). In film development, the choice of non-polluting agents takes on a political, deeply ethical, and aesthetic significance.

Through self-sufficiency in these processes, we explore the possibility of an autonomous artist-driven cinema—one that exists in dimensions distinct from the supply chains of the cultural industry—and experiences every single phase of the creation of moving images, in the ecstasy of the experience itself.

Filming sessions will take place along the coast of Romagnolo Beach in Palermo, the future “Costa Sud.” Once a city beach, off-limits to swimmers for years, it is now the subject of redevelopment or ultimate destruction. A layered fringe: a space of rubble, industrial transformations, abandonment, a denied sea, and attempts at “urban redemption”.

Un laboratorio teorico e pratico dedicato al film in formato 16mm bianco e nero. Tre giornate di pratiche ecologiche intorno alla percezione, al cinema e all’uso home made del 16mm.

Dal funzionamento delle macchine (elettriche: Bolex H16 EBM e Beaulieu R16) all’atto di ripresa, dal processo di sviluppo artigianale al montaggio e alla proiezione.

Un laboratorio che attraversa l’intero ciclo di realizzazione con tecniche semplici e che riduce l’impronta tossica del “fare film” favorendo i modi autonomi, i motivi e i movimenti soggettivi, ribaltando la funzione dell’errore e dell’imprevedibilità della materia viva (e del mondo). Nello sviluppo della pellicola la scelta di agenti non inquinanti assume un valore politico, intimamente etico ed estetico.

Mediante l’autosufficienza nei processi, esploriamo la possibilità di un cinema d’artista autonomo, che vive in altre dimensioni rispetto alle filiere dell’industria culturale, ed esperisce ogni singola fase del farsi immagine-in-movimento, nell’estasi dell’esperienza stessa.

Le sessioni di ripresa si terranno lungo la costa della spiaggia di Romagnolo a Palermo, futura “Costa Sud”. Ex spiaggia cittadina, non balneabile per anni, oggi oggetto di riqualificazione o distruzione finale. Margine stratificato: spazio di macerie, trasformazioni industriali, abbandoni, mare negato e tentativi di “riscatto urbano”.

A theoretical and practical workshop dedicated to black-and-white 16mm film. Three days of eco-friendly practices exploring perceptions, cinemas, and the DIY use of 16mm film.

Topics covered include operating cameras (electric: Bolex H16 EBM and Beaulieu R16), filming, artisanal development processes, editing, and projection.

A workshop that covers the entire production cycle, using simple techniques, reduces the toxic footprint of “filmmaking” by promoting autonomous approaches, subjective motivations, and movements, while subverting the role of error and the unpredictability of living matter (and the world). In film development, the choice of non-polluting agents takes on a political, deeply ethical, and aesthetic significance.

Through self-sufficiency in these processes, we explore the possibility of an autonomous artist-driven cinema—one that exists in dimensions distinct from the supply chains of the cultural industry—and experiences every single phase of the creation of moving images, in the ecstasy of the experience itself.

Filming sessions will take place along the coast of Romagnolo Beach in Palermo, the future “Costa Sud.” Once a city beach, off-limits to swimmers for years, it is now the subject of redevelopment or ultimate destruction. A layered fringe: a space of rubble, industrial transformations, abandonment, a denied sea, and attempts at “urban redemption”.

Un laboratorio teorico e pratico dedicato al film in formato 16mm bianco e nero. Tre giornate di pratiche ecologiche intorno alla percezione, al cinema e all’uso home made del 16mm.

Dal funzionamento delle macchine (elettriche: Bolex H16 EBM e Beaulieu R16) all’atto di ripresa, dal processo di sviluppo artigianale al montaggio e alla proiezione.

Un laboratorio che attraversa l’intero ciclo di realizzazione con tecniche semplici e che riduce l’impronta tossica del “fare film” favorendo i modi autonomi, i motivi e i movimenti soggettivi, ribaltando la funzione dell’errore e dell’imprevedibilità della materia viva (e del mondo). Nello sviluppo della pellicola la scelta di agenti non inquinanti assume un valore politico, intimamente etico ed estetico.

Mediante l’autosufficienza nei processi, esploriamo la possibilità di un cinema d’artista autonomo, che vive in altre dimensioni rispetto alle filiere dell’industria culturale, ed esperisce ogni singola fase del farsi immagine-in-movimento, nell’estasi dell’esperienza stessa.

Le sessioni di ripresa si terranno lungo la costa della spiaggia di Romagnolo a Palermo, futura “Costa Sud”. Ex spiaggia cittadina, non balneabile per anni, oggi oggetto di riqualificazione o distruzione finale. Margine stratificato: spazio di macerie, trasformazioni industriali, abbandoni, mare negato e tentativi di “riscatto urbano”.

about the program

• using the Bolex H16 EBM and Beaulieu R16 electric film cameras: history, technical features of the camera body, and lenses. Loading film in the darkroom.

• outdoor shooting sessions along the Romagnolo coastline. Managing lighting with and without a light meter. The basics of audio recording.

• loading film in the darkroom. Study of the chemicals used for development, dosages, temperatures, and variables.

• using and setting up the projector and group screenings.

sul programma

Utilizzo delle cineprese elettriche Bolex H16 EBM e Beaulieu R16: storie, particolarità tecniche del corpo/macchina, obiettivi. Caricamento delle pellicole al buio.

Sessioni di ripresa in esterno lungo il litorale di Romagnolo. Gestione della luce con e senza l’esposimetro.  Ripresa audio.

Caricamento delle pellicole in camera oscura. Studio delle sostanze usate per lo sviluppo, dei dosaggi, delle temperature e delle variabili.

Utilizzo e caricamento del proiettore e proiezione collettiva.

the workshop will take place in Palermo, at [venue name], from November 27 to 29, 2026. The first session will take place on Friday, November 27, at 4:00 p.m. (we will provide participants with the address);

maximum 10 participants; the cost is €150 per person;

the workshop does not require any specific prior knowledge—we’ll provide it;

all materials are provided by Nomadica;

to apply, send an email to info@nomadica.eu with a brief introduction and your reasons for wanting to participate;

you may cancel your registration and receive a refund up to 10 days before the workshop. Please send an email to info@nomadica.eu; a €30 administrative fee will be deducted.

• il lab si terrà a Palermo, nome spazio, dal 27 al 29 novembre 2026. Il primo incontro si terrà venerdì 27 dalle h16 (comunicheremo ai partecipanti l’indirizzo);

• max 10 partecipanti

• costo di iscrizione – €150 a persona;

• il lab non richiede conoscenze specifiche, ve le diamo noi;

• tutti i materiali sono forniti da nomadica;

• per iscrivervi inviate una mail a info@nomadica.eu, con un testo di presentazione e i motivi che vi spingono a partecipare;

• potete disdire l’iscrizione ed essere rimborsati fino a 10 giorni prima del lab. Occorre scrivere una mail a info@nomadica.eu, saranno trattenute 30€ per le spese di segreteria.

Giuseppe Spina and Giulia Mazzone are filmmakers and founders of Nomadica.

Giuseppe and Giulia bring forward the activities of Nomadica: a workroom that interweaves thinking, cinema, arts, science, and screenings of any kind, from any place and any time, with different approaches. They have curated in-depth focuses on dozens of authors that don’t belong to the mainstream, such as Franco Piavoli and Pedro Costa; they have always collaborated in various capacities with filmmakers, musicians, journalists, and artists from different backgrounds.
They are professors at the Academy of Fine Arts in Syracuse and have taught at the Academies of Bologna and Brescia.
For years, they have been studying and exploring the paths of Etna, using cinema and photography—analog and digital -, drawing, writing, and researching the Imaginary layered over centuries with the volcano’s many stories, mixing ancient mythologies with how science interrogates Etna’s matter.
Their films have been screened in many national and international festivals. They manage all aspects of filmmaking, from writing to post-production.

Giuseppe Spina e Giulia Mazzone sono cineasti e fondatori di Nomadica.

Giuseppe e Giulia portano avanti le attività di Nomadica – “una cosa” che intreccia in vari modi cinema, pensieri, arti, scienze, e proiezioni di ogni tipo, di ogni luogo, di ogni tempo. Hanno curato approfondimenti dedicati a decine di autori fuori dal mainstream come Franco Piavoli e Pedro Costa. Da sempre collaborano a vario titolo con filmmaker, musicisti, giornalisti, artisti di ogni genere.
Sono docenti presso l’Accademia di Belle Arti di Siracusa e hanno insegnato nelle Accademie di Bologna e Brescia.

Da anni studiano e percorrono i sentieri dell’Etna, utilizzando il cinema e la fotografia in analogico e in digitale, il disegno, la scrittura, scavando nell’immaginario che nei secoli si è stratificato a partire dalle tante storie del vulcano, mescolando antiche mitologie alle nuove formule con cui la scienza interroga la materia dell’Etna.

I loro film sono stati presentati in molti festival nazionali e internazionali. Si occupano di tutti gli aspetti della realizzazione, dalla scrittura alla post-produzione.

excerpts from 7 films by Giuseppe Spina and Giulia Mazzone

IPOTESI DI RICERCA E SPUNTI DI DISCUSSIONE / NOTE DI PERCORSO / EMERSIONI TEMPORANEE /

IPOTESI DI RICERCA E SPUNTI DI DISCUSSIONE / NOTE DI PERCORSO / EMERSIONI TEMPORANEE /

IPOTESI DI RICERCA E SPUNTI DI DISCUSSIONE / NOTE DI PERCORSO / EMERSIONI TEMPORANEE /

IPOTESI DI RICERCA E SPUNTI DI DISCUSSIONE / NOTE DI PERCORSO / EMERSIONI TEMPORANEE /

IPOTESI DI RICERCA E SPUNTI DI DISCUSSIONE / NOTE DI PERCORSO / EMERSIONI TEMPORANEE /

IPOTESI DI RICERCA E SPUNTI DI DISCUSSIONE / NOTE DI PERCORSO / EMERSIONI TEMPORANEE /

IPOTESI DI RICERCA E SPUNTI DI DISCUSSIONE / NOTE DI PERCORSO / EMERSIONI TEMPORANEE /

IPOTESI DI RICERCA E SPUNTI DI DISCUSSIONE / NOTE DI PERCORSO / EMERSIONI TEMPORANEE /

RESEARCH HYPOTHESES AND DISCUSSION POINTS / PATH NOTES / TEMPORARY EMERSIONS /

RESEARCH HYPOTHESES AND DISCUSSION POINTS / PATH NOTES / TEMPORARY EMERSIONS /

RESEARCH HYPOTHESES AND DISCUSSION POINTS / PATH NOTES / TEMPORARY EMERSIONS /

RESEARCH HYPOTHESES AND DISCUSSION POINTS / PATH NOTES / TEMPORARY EMERSIONS /

RESEARCH HYPOTHESES AND DISCUSSION POINTS / PATH NOTES / TEMPORARY EMERSIONS /

RESEARCH HYPOTHESES AND DISCUSSION POINTS / PATH NOTES / TEMPORARY EMERSIONS /

RESEARCH HYPOTHESES AND DISCUSSION POINTS / PATH NOTES / TEMPORARY EMERSIONS /

RESEARCH HYPOTHESES AND DISCUSSION POINTS / PATH NOTES / TEMPORARY EMERSIONS /

L’Etna, il grande vulcano ai confini meridionali dell’Europa, è come un potente zoom: sul tempo, sullo spazio, sulla materia. Il paesaggio segnato da forze poderose e inevitabili mostra i mille volti del movimento incessante degli elementi, la vita dispiegata, la cui energia si vede, si tocca a ogni passo. Qui guardare coincide con immaginare, con un essere presenti che abbraccia tutti i tempi, e insieme li cancella. E immaginare significa: l’osservatore sparisce nell’ardore.

Il laboratorio è permanente perché in un movimento continuo. È immersivo perché è inteso come esperienza intraterrena (inearthly). Si favorisce il dialogo, cioè un sistema di relazioni in continua, reciproca, mutazione. Non c’è allievo, non c’è maestro. O meglio, maestro è solo colui che nella relazione aspira anche ad imparare; allievo chi mette in discussione e verifica, piuttosto che apprendere in modo acritico.

Staccarsi dai dettami delle discipline tradizionali, dalle prassi contemporanee stabilite una volta per tutte (decentramento). Dare spazio a un’attenta pratica quotidiana di ricerca, che possa generare una stretta complicità fra il ricercatore e il suo oggetto. Per tali motivi occorre privilegiare il laboratorio e la ricerca all’operazione compiuta.

Saldare lo studio di elementi differenti, dalle scienze fisiche alle scienze umanistiche, in una sempre maggiore unità della ricerca, speculare alla sostanziale unità della vita terrestre, e alla struttura di un universo in cui vedere venir meno i confini fra organico e inorganico, vivente e non vivente (visibile e invisibile).

L’ecologia è una posizione politica, non solo nel mettere in primo piano l’emergenza ambientale, ma prima ancora nel denunciare la sclerotizzazione istituzionale. L’utilizzo indiscriminato della tecnologia, l’eccesso dei media nella società.

Il nostro approccio sincretico – che abbraccia formati, immagini differenti, testi storici e contemporanei, storie, esplorazioni di campi estetici e scientifici – apre all’esplorazione di tutti i campi di studio, eliminando le tendenze e le mode dominanti, così come i discorsi ideologici. E restituisce il carattere potenzialmente rivoluzionario di questi anni. Sincretismo vuol dire eliminare ogni concetto di confine tra culture, tra le varie discipline, tra le materie di studio e pratiche (in netta antitesi con quanto accade nelle società moderne in cui vi è un’estrema specializzazione – un’automazione dell’operato e del pensiero umano).

Alla pratica del filmmaker, così come a quella del fotografo, occorre fornire tutti gli strumenti per essere autonomi. Occorre saper (fare) tutto.

Ricerca è sinonimo di etica. Non dare nulla di assodato, di sclerotizzato, è l’unico modo per essere etici. Ammettere la continua mutazione è l’unico modo per essere etici. Il contrario implica una forma di violenza: bloccare il pensiero in una forma rigida, sclerotizzare, cristallizzare un’idea, implicano un “centrismo” che esclude ogni altra possibilità. L’unico modo per non essere violenti è essere ricercatori.

Esperienza esperimento: esperíre dal lat. EXPÉRIOR (venire in cognizione provando e riprovando). Dal greco PRIRO (io tento), parallelo a PEÍRÔ e PER-ÃÒ (penetro), da una radice indo-europ. PAR muoversi a traverso, tale nel sanscrito PI-PAR-TI  tragittare.

laboratorio come processo
vs luogo chiuso – strumento per aprire varchi = esplorazione
labor > ergon > en-ergheia
laboratorio permanente = ricerca continua
in moto mi muto