SCREEN GLARE
Enrico Camporesi

Ho trascorso quasi un anno circondato da immagini in movimento che potevano essere accolte dallo schermo di un portatile. A parte i pochi mesi estivi e il primo periodo autunnale, ho la sensazione che l’anno sia passato senza proiezioni. Ho dovuto sostituire uno schermo all’altro e, con un gesto parallelo, mi sono trovato impantanato come molti altri. Non sono riuscito a rispettare le scadenze che mi ero imposto, mentre il tempo a Parigi si è increspato in sequenze ripetute di lockdown e coprifuochi. La vita sociale è svanita, il nostro perimetro di azione si è ridotto a un quartiere e allo spazio domestico. Più che mai, le attività e pensieri quotidiani convergevano verso lo stesso schermo. (È toccante notare che, a nostra volta, abbiamo iniziato a schermarci, proteggendoci con delle maschere.)

Questo schermo è un luogo insolito, in cui non mi riconosco pienamente né dal un punto di vista professionale né da quello personale, sebbene sia il destinatario di una quantità considerevole del mio tempo. Da qui, la forma ibrida di questo contributo: un testo, alcune immagini e una composizione instabile di durate a cui si può dedicare una forma fluttuante di attenzione.

I spent almost a year surrounded by moving images that could be accommodated onto a laptop screen. Aside from the few months during the summer and early fall, I have the feeling that the year has gone by without projections. I had to swap one screen for another and, with a parallel movement, I found myself swamped, like many. Deadlines went by, as time folded into ripples during the repeated series of lockdowns and curfews in Paris. Social life faded, our own perimeter of action narrowed down to a neighborhood and our domestic space. More than ever, daily activities and thoughts converged into the same screen. (It is poignant to note that, in turn, we began to screen ourselves with masks.)

This screen is a peculiar site, one in which I do not fully recognize myself professionally nor personally, though it is the recipient of a considerable amount of my own time. Hence, the hybrid form of this contribution: a text, some images, and an unstable arrangement of durations to which one can devote a fluctuating form of attention.

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(CC) Italiano subtitles

Screen Glare, digital video, color, sound, 9 mins
Text: Enrico Camporesi
Voice: Andrew Norman Wilson
Editing: Stefano Miraglia

In Screen Glare i film e i video che compongono il programma vengono evocati o citati esplicitamente secondo logiche e strategie diverse, sulle quali preferisco non dilungarmi in questa sede. Posso comunque dire di aver pensato al convergere sullo stesso schermo di tutti questi lavori, estremamente diversi fra loro. Per questi motivo ho ritenuto necessario discutere delle rispettive modalità di presentazione con ciascuno degli artisti.

In Screen Glare films and videos of the program are evoked or quoted in an explicit fashion according to different logics and strategies on which I would rather not dwell on here. I have, however, given some thought to the convergence of these different works onto the same screen, and engaged in a dialogue about their respective modes of presentation with the artists.

Il programma dei film sarà online fino al 12 maggio The film program will be online until May 12.

Swamp
by Nancy Holt, Robert Smithson, 1971
Film 16 mm, color, sound, 6 min.

The Holt/Smithson Foundation allows to show Swamp only by means of projection (film or digital), but the work is nonetheless readily available elsewhere for connoisseurs*. They made an exception to put Swamp online during the 2020 lockdown in their Friday Film program but this exception is not an option for other organizations.

La fondazione Holt/Smithson permette esclusivamente la proiezione (su film o in digitale) di Swamp. Ciononostante, il film è consultabile altrove, come è noto ai cultori della materia*. La fondazione ha ritenuto di poter fare un’eccezione alla regola e ha mostrato una volta Swamp sul proprio canale Vimeo durante il lockdown in aprile 2020, ma tale possibilità non è concessa ad altre organizzazioni.

* On this point see also the upcoming (May 12) program “Totally Ubuweb”. / Su questo punto si veda il programma del 12 maggio, “Totally Ubuweb”.

Orpheus (Outtakes)
by Mary Helena Clark, 2014
Film 16 mm, b&w, sound, 6min.
© Courtesy the artist

Orpheus (Outtakes) si proietta in 16 mm o in digitale.
È possibile vederlo anche sul canale Vimeo di Mary Helena Clark.

Orpheus (Outtakes) is meant to be presented as a 16 mm film or as a digital projection.
It is also available for preview on Mary Helena Clark’s own Vimeo channel.

Protective Coloration
by Morgan Fisher, 1979
¾-inch video transferred to DVD, color, sound, 13 min.
© Courtesy the artist, Bortolami Gallery – New York, and Galerie Buchholz, Berlin/Cologne/New York

Protective Coloration è stato girato in video (¾”) e viene di solito mostrato su un monitor. Morgan Fisher non è ostile alla possibilità di proiettarlo ma teme che la bassa definizione possa non essere sufficiente a tal fine. Le gallerie Bortolami e Buchholz hanno facilitato l’accesso al file e la possibilità di mostrarlo in questo programma.

Protective Coloration was originally shot on ¾” video and is usually exhibited on a monitor. Morgan Fisher says that he would have no objection in projecting it but he does not know if the resolution would withstand being enlarged. The galleries Bortolami and Buchholz have facilitated the access and display of the video file.

Eidola
by Peter Miller, 2014
Video, color-b&w, silent, 6 min.
© Courtesy the artist

Peter Miller è solito proiettare il video Eidola.
Il lavoro è stato presentato anche su monitor presso la Galerie Crone a Vienna.

Peter Miller shows Eidola as a video projection.
The work was also presented once in a monitor at Galerie Crone in Vienna.

Enrico Camporesi si occupa delle attività di ricerca presso il dipartimento film del Musée national d’art moderne – Centre Pompidou. Il suo saggio Futurs de l’obsolescence (Éditions Mimésis, 2018) tratta di questioni di restauro dei film d’artista. Ha pubblicato di recente un articolo sulla diffusione di film e video online (Digital Pandemic, « Millennium Film Journal », n° 71-72, 2020) e sta lavorando a un libro in collaborazione con l’artista Andrew Norman Wilson, sul suo progetto curatoriale This Light.

Enrico Camporesi oversees the research activities of the Musée national d’art moderne – Centre Pompidou film department. His book Futurs de l’obsolescence (Éditions Mimésis, 2018) is about restoring artists’ films. He recently published an essay on the challenges of online screenings (Digital Pandemic, « Millennium Film Journal », n° 71-72, 2020) and he is currently working on a book with the artist Andrew Norman Wilson on his curatorial project This Light.

21 aprile
UNA (POSIBLE) VUELTA AL MUNDO EN SUPER 8
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CRUISING THE PUBLIC DOMAIN